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Quando una relazione non sostiene più chi sei

  • Immagine del redattore: Erika L.
    Erika L.
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Uno sguardo chirologico sull'affinità di coppia: come stiamo insieme e quando smettiamo di farlo.


I fattori strutturali dello stare in relazione.


Quando una relazione finisce, quasi sempre la spiegazione che ci diamo è emotiva:

Non mi ama più.

Non mi capisce.

Non funziona.

Non siamo compatibili.


In realtà, molto prima del dolore, molto prima delle parole, c’è un’altra cosa che smette di funzionare: la struttura.


I fattori strutturali sono tutto ciò che permette a una persona di stare in relazione senza snaturarsi, e hanno a che fare con il modo in cui una persona vive e regge con i suoi automatismi la vita, il legame, la presenza e integrazione dell’altro.


Parliamo di autonomia emotiva, di bisogno o non bisogno dell’altro per stare in piedi, di come una persona vive la sicurezza, la vicinanza e la distanza, di che ruolo ha l’altro nella sua crescita, se è uno specchio, un sostegno, un contenitore, un compagno di strada.

Parliamo anche di visione della relazione, di monogamia/poligamia, di continuità, di stabilità, di movimento.


Questi fattori non sono giusti o sbagliati a prescindere, tantomeno uguali per tutti.

Sono diversi per ognuno e funzionano solo quando trovano un incastro congruo.


Come la chirologia legge l’affinità di coppia


Le relazioni finiscono quando i fattori strutturali smettono di incastrarsi, quando ciò che per uno è nutrimento, per l’altro diventa peso e quando ciò che per uno è naturale, per l’altro richiede uno sforzo costante.


Nella lettura delle mani e in chirologiaa questa cosa può essere letta tramite l’elemento dominante, perché ogni elemento ha bisogni strutturali diversi per stare dentro una relazione.


Come calcolare correttamente l’elemento della mano


Quando misuri il palmo è importante sapere da dove a dove stai prendendo le distanze.


La base del Monte di Venere è la parte inferiore del palmo, quella zona piena e carnosa che si trova alla base del pollice. Il punto di riferimento non è il polso, ma la fine del monte, cioè il punto in cui il palmo smette di essere bombato e inizia la piega del polso.


La base dell’indice è il punto in cui il dito indice si attacca al palmo, appena sotto la nocca. È il limite superiore del palmo, non la punta del dito.

monte di venere e monte di giove
Altezza del palmo: da Giove a Venere

La percussione di Mercurio è il bordo esterno della mano sotto il mignolo. Non è un punto centrale, ma il lato laterale del palmo, quello che poggia sul tavolo quando appoggi la mano di taglio. È chiamata percussione perché è il margine esterno della mano.


Il lato esterno del Monte di Giove è il bordo opposto, quello sotto l’indice. Anche qui non si misura verso l’interno del palmo, ma si prende come riferimento il lato esterno, il margine della mano sotto il dito indice.

monte di mercurio e monte di giove
Larghezza del palmo: da Mercurio a Giove

In pratica, quando misuri la larghezza del palmo, stai misurando la distanza tra i due lati esterni della mano: dal bordo sotto il mignolo (percussione di Mercurio) al bordo sotto l’indice (lato esterno del Monte di Giove).

Quando misuri l’altezza, stai misurando la distanza verticale tra la base delle dita e la base del Monte di Venere.


STEP1

Per l’altezza prendi come riferimento la distanza tra la base dell’indice e la base del Monte di Venere.

Per la larghezza misura la distanza tra la percussione di Mercurio e il lato esterno del Monte di Giove.


– Palmo squadrato: la differenza tra altezza e larghezza non supera 1,5 cm

– Palmo allungato: la differenza tra altezza e larghezza supera 1,5 cm


palmi chiromanzia

Questa è la base di partenza.


STEP 2

Traccia una linea alla base del palmo, appena sotto il Monte di Venere.

Questo sarà il punto zero da cui partire con la misurazione.


STEP 3

Con il righello traccia una seconda linea parallela, distante 1 cm dalla precedente, verso l’interno del palmo.


STEP 4

Misura il dito medio dalla punta alla base utilizzando il righello.


STEP 5

Riporta questa misura partendo dalla base del dito medio in direzione della base della mano, seguendo l’asse del palmo.


A questo punto possono verificarsi questi scenari:

– Fuoco Palmo allungato + dita più corte del palmo, che non raggiungono la base

– Terra Palmo squadrato + dita più corte o che arrivano alla base del palmo

– Acqua Palmo allungato + dita che raggiungono la base del palmo o risultano di poco più corte

– Aria Palmo squadrato + dita che superano la base del palmo


palmi chiromanzia



Affinità di coppia e bisogni strutturali: Terra, Acqua, Aria, Fuoco


TERRA


La Terra non ha bisogno dell’altrƏ per esistere.

Sta in piedi da sola.

Questo la rende affidabile, ma anche inflessibile.


Sta in relazione se:

– l’altrƏ è coerente

– c’è continuità nel fare

– le promesse diventano realtà

– la presenza è stabile, non teatrale


La Terra non chiede calore emotivo costante.

Chiede affidabilità strutturale.


Lascia quando:

– l’altrƏ è emotivamente caotico

– deve continuamente dimostrare il valore del legame

– la presenza diventa intermittente

– la relazione chiede più rassicurazione che costruzione


Non esplode. Non avverte. Disinveste. E lentamente si allontana.


ACQUA


L’Acqua non si basta da sola.

Ha bisogno di risonanza, contatto, scambio emotivo, intimità.


Sta in relazione se:

– si sente vista

– l’altrƏ risponde emotivamente

– c’è intimità reale

– il legame è vissuto, profondo, sentito.


L’Acqua si interfaccia con l’altrƏ come specchio emotivo.

Se lo specchio non riflette, si perde.


Lascia quando:

– si sente sola anche in due

– l’altrƏ è freddƏ o chiusƏ

– le emozioni non trovano risonanza o contenitore

– deve trattenersi per non disturbare


A volte resta troppo.

Poi un giorno sparisce perché si è svuotata o si sente smarrita.


ARIA


L’Aria non ha bisogno di altrƏ per reggersi emotivamente.

Ha bisogno dell’altrƏ per pensare, confrontarsi, muoversi.


Sta in relazione se:

– può essere sé stessa

– può parlare liberamente

– c’è scambio mentale

– non viene ingabbiata


L’Aria non contempla la fusione.

Cerca stimolo e spazio.


Lascia quando:

– si sente controllata

– l’altrƏ chiede certezze emotive continue

– la relazione diventa pesante

– non c’è più dialogo di scambio, conoscenza, curiosità ma solo di richiesta


Non soffre come l’Acqua.

Non resiste come la Terra.

Si disconnette mentalmente.

E quando la testa se ne va, il resto segue.


FUOCO


Il Fuoco non si basta da solo, ma non tollera dipendenza.

Ha bisogno di desiderio, intensità, movimento.


Sta in relazione se:

– si sente scelto

– c’è passione

– c’è spazio per crescere ed esplorare

– la relazione è dinamica, con tratti di mistero


Il Fuoco vive di presenza attiva.

Dove ognunƏ ha la sua vita, condividendo la propria esperienza e per questo c'è scoperta continua.


Lascia quando:

– la relazione diventa abitudine

– non si sente più desiderato

– l’altrƏ smette di rispondere al suo slancio

– si spegne l’entusiasmo


Non sempre lascia subito.

A volte cerca un altro fuoco prima.

Non sopravvive alla stasi in solitudine, necessita di continuare ad appassionarsi.


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Come capire se una relazione non funziona più


Il motivo per cui vale la pena leggere un articolo come questo non è decidere se una relazione deve finire. Nessuna lettura e analisi seria dovrebbe mai dirti cosa fare.

Lo scopo piuttosto è capire dove ti trovi tu dentro quello che stai vivendo.


Le relazioni raramente smettono di funzionare tutte insieme. Non è quasi mai il sentimento a sparire per primo. Più spesso si incrina la struttura, cambia il modo in cui stai nel legame, il costo che ha per te, l’energia che richiede; inizi a fare più fatica, a spiegarti di più, a trattenerti oppure a spingere dove prima non serviva.


Un segnale importante è quando ti accorgi che per stare in relazione devi allontanarti da parti fondamentali di te.

Quando devi essere più rigidƏ di quanto sei, o più disponibile di quanto puoi, quando il tuo modo naturale di amare, pensare, muoverti nel mondo non trova più spazio e deve adattarsi continuamente.


Un altro punto chiave è osservare se la frizione è solo nella coppia o se si è spostata altrove. Spesso, quando una relazione non regge più, lo vedi prima nel corpo, nel lavoro, nel rapporto con il tempo, con il desiderio, con il futuro.


La lettura delle mani e l'analisi delle linee, in questo senso, può mostrarti dove stai compensando, dove stai tenendo insieme qualcosa che non ti sostiene più nello stesso modo, dove la tua natura spinge in una direzione e la relazione ne chiede un’altra.


Se leggendo queste righe ti sei riconosciutƏ, non significa che la tua relazione sia sbagliata o da chiudere, ma può significare che c’è una domanda aperta e spesso la vera svolta arriva nel momento in cui smetti di ignorare quella domanda e inizi a guardarla per quello che è.


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